Seconda casa tassazione: investimento sicuro?

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Le tasse da versare su una seconda casa sono superiori rispetto alla prima. Ma, analizzando bene il contesto, anche puntare su un'ulteriore proprietà può essere un'operazione fruttuosa.

In Italia il mattone è sempre stato considerato un investimento sicuro. Al posto di mantenere del capitale inoperoso, l’idea dominante nel nostro Paese è quella di “congelarlo” acquistando una seconda casa, che può far fruttare il denaro investito in diverse maniere. Ma, affinché ci sia del margine di guadagno, è opportuno analizzare attentamente diversi fattori: tra questi, merita particolare attenzione la tassazione a cui sono sottoposte le seconde case.

Perché acquistare una seconda proprietà

Dietro all’intenzione di acquistare una seconda proprietà, si possono celare diversi motivi: avere una casa in una location ideale nella quale ritirarsi una volta raggiunta la pensione, assicurare ai figli un futuro immobiliare certo ed incrollabile o molto semplicemente disporre di un’abitazione che, se messa in affitto o adibita a casa vacanze, può produrre importanti guadagni.

A prescindere, però, dalla motivazione che spinge a comprare un’ulteriore proprietà, c’è una convinzione che accomuna chiunque si avventuri in acquisti di questo genere: l’investimento nell’immobiliare è una certezza perché, anche dovesse venire meno lo scopo primordiale dell’acquisto, le case possono essere sempre vendute o messe in affitto, permettendo di recuperare il denaro speso. Questo è vero, ma solo se, prima di procedere con l’operazione, si sia analizzato nel dettaglio il contesto in cui si va a comprare: del resto, in Italia, la tassazione sulle seconde case non è leggera e, nel caso in cui l’investimento non fosse ben congegnato, il rischio di perdere parte dei soldi investiti, senza possibilità di rientrare, può farsi concreto.

Le tasse sulla seconda abitazione

Quando si acquista una seconda casa l’ammontare delle tasse da pagare rispetto alla prima cambia verso l’alto, anche in maniera piuttosto significativa. A partire dall’IVA: se si compra un secondo immobile da un costruttore il suo tasso non è più agevolato al 4%, ma sale fino al 10%. Discorso simile se la compravendita avviene con un privato: in questo caso l’IVA cresce dal 2% al 9%.

Inoltre, per il mantenimento della seconda proprietà, entrano in gioco delle imposte che non sono previste per la prima, nello specifico l’IMU e la TASI (inclusa nella precedente). Si calcolano sommando la rendita catastale al 5% del valore dell’immobile e poi moltiplicando il risultato per il coefficiente 160: in questo modo si ottiene la base imponibile sulla quale applicare l’aliquota corrispondente al comune in cui è situato la seconda casa. A queste si aggiungono la TARI, imposta sui rifiuti richiesta a tutti, e il diversificato ammontare delle spese di mantenimento.

Le nostre soluzioni

I costi derivanti da una seconda proprietà, come evidenziato, possono essere notevoli. Ma si può raggiungerne una gestione ottimizzata se si sceglie un immobile con delle specifiche caratteristiche: i bilocali e trilocali di dimensione contenuta, per esempio, sono più facili da rivendere o affittare, implicano delle spese inferiori e sono acquistabili a dei prezzi più convenienti. 

Tra le soluzioni proposte da Quality Style, ci sono diversi immobili che rientrano in questa fattispecie, ideali per un investimento o per fungere da seconda casa: